Petrarca e il suo tempo

committente
Comune di Padova

anno - luogo
2004, Musei Civici degli Eremitani, Padova, Italia

La mostra ‘Petrarca e il suo tempo’ realizzata all’interno dei Musei Civici Eremitani a Padova, ha per oggetto principalmente l’esposizione di codici e manoscritti antichi.

Si tratta, nel progetto di allestimento, non solo di studiare la modalità più adatta per valorizzare l’oggetto – il manoscritto -, ma anche di comunicare qualcosa di astratto come la suggestione della parola scritta attraverso i secoli. Il progetto di allestimento tiene conto di questa straordinaria occasione, accogliendo l’oggetto della mostra – la scrittura – e facendone il motivo unificante delle varie sezioni in cui si articola il percorso espositivo. L’idea progettuale si traduce attraverso la costruzione di ampi fondali, decorati con campiture che riproducono la pagina scritta autografa o il singolo carattere sovradimensionati all’altezza delle sale per esaltarne il potere evocativo. Fanno da contrappunto il volto di Petrarca e quello di Laura – così come sono stati ritratti e immaginati nel corso dei secoli -, posti a traguardo di coni visuali, per ricordare il soggetto, “l’uomo”, presente nella pagina scritta e tramite la pagina scritta. La scelta nell’allestimento dei colori azzurro e giallo deriva dalle suggestioni del blu e dell’oro così frequenti nei codici miniati dell’epoca e dalla volontà di utilizzare tonalità tra loro contrastanti, ma allo stesso tempo vicine alla natura e al paesaggio, tanto presenti nei testi petrarcheschi e nelle raffigurazioni dei manoscritti esposti.

L’esposizione dei manoscritti avviene in orizzontale, attraverso l’utilizzo di teche e mensole disposte come il piano di un tavolo, da sempre supporto per l’atto della scrittura. Il percorso della mostra presenta due livelli di lettura. Il primo livello fornisce al visitatore una visione completa, “analitica”, che comprende tutti gli oggetti esposti e richiede maggiore attenzione e tempo; il secondo livello, segnalato da un simbolo grafico – “la manicula” -, che Petrarca utilizzava per evidenziare dei passaggi nei testi che scriveva o leggeva, consente invece una visione più rapida, “sintetica”, che accompagna comunque il visitatore nella comprensione di un discorso unitario.