Museo Archeologico al Teatro Romano

committente
Fondazione Cariverona

anno - luogo
2013 - 2016, Verona, Italia

project team
Progetto di restauro:
Paola Papinutto, Giorgia Favaretti, Arianna Garbin
Progetto di allestimento e grafico:
Luisa Tonietto, Cinzia Maconi, Xiao Mei Hu,
Stefano Baseggio

allestimento
Bawer spa

impresa costruttrice
Operes srl

impianti elettrici
Studio Giunone

impianti meccanici
Studio Giunone

strutture
SM Ingegneria Srl

restauri

Operes srl

Curatori
Margherita Bolla, Paola Marini

fotografia
Alessandra Chemollo

Il progetto per gli interventi di valorizzazione e riqualificazione del Museo Archeologico al Teatro Romano ha l’obiettivo di rendere questo Museo ancora piu? competitivo a livello non solo cittadino, ma anche regionale e nazionale.
Il progetto di restauro, adeguamento e nuovi allestimenti consiste in quattro macro aree di intervento:
-Riqualificazione strutturale e architettonica del patrimonio edilizio storico di cui e? composto il Museo attraverso il restauro conservativo e le opere di adeguamento statico e antisismico.
-Riorganizzazione degli spazi museali con aumento di superficie espositiva e nuovi allestimenti insieme all’adeguamento degli spazi accessori e di servizio quali accoglienza, punti informazione multimediali, spazi di ristoro, spazi di vendita bookshop/ merchandising e laboratori.
-Abbattimento delle barriere architettoniche e razionalizzazione di percorsi.
In particolare i progetto prevede un nuovo accesso da piazza IV Martiri con rampa per disabili, l’abbattimento dei gradini di accesso all’ascensore della cavea e prolungamento dello stesso fino al V° livello del Museo dove inizia il percorso esposi­tivo e un nuovo ascensore all’interno di casa Fontana per consentire l’acceso ai laboratori didattici anche ai disabili.
-Rilevanti adeguamenti tecnologici e impiantistici riguardanti il sistema meccanico di riscaldamento, il sistema di allarmi e sicurezza, l’impianto elettrico e la rete dati.
Il progetto museografico ha dato nuova collocazione ai reperti di epoca romana già conservati all’interno del Museo, si tratta di oggetti eterogenei di dimensioni molto diverse tra loro.
Il percorso museale prevede due piani espositivi, il primo situato al quinto livello dell’ex convento è uno spazio quadrato che si affaccia sul Chiostro dei Gesuati, il secondo corrisponde al piano inferiore e si compone del nuovo cortile coperto, dell’ex-refettorio e di una serie di stanze minori tra cui due celle monastiche.
Le caratteristiche dei reperti archeologici da esporre e dell’architettura dell’edificio ospitante hanno suggerito i principi guida del progetto di allestimento: in primo luogo l’eterogeneità dei materiali ci ha portati a privilegiare vetrine di grande formato all’interno delle quali disporre gli oggetti con specifici supporti anziché realizzare tanti diverse teche su misura rischiando di frammentare ulteriormente lo spazio molto articolato del Museo. La composizione dei reperti all’interno dei grandi volumi trasparenti delle vetrine consente inoltre di raccogliere gli oggetti appartenenti allo stesso argomento in una composizione unitaria, dove ciascun reperto ha la collocazione e l’altezza più idonea alle sue caratteristiche estetiche ed alle sue originali funzioni.
L’altro aspetto caratterizzante il progetto riguarda la scelta dei cromatismi utilizzati per i fondali e per i supporti per i quali sono stati scelti i bianco ed il grigio chiaro. La pulizia delle forme e la luminosità dei colori distinguono nettamente l’intervento contemporaneo dalle preesistenze senza mimesi alcuna, consentono di mostrare correttamente i colori originali dei reperti senza riflessi cromatici indotti dall’allestimento e danno infine l’opportuno risalto agli apparati grafici che sono parte integrante del progetto e strumento imprescindibile per la corretta lettura dei contenuti scientifici del Museo.