La doppia elica del DNA 50 anni dopo

committente
Fondazione Buzzati-Traverso - Roma

anno - luogo
2004, Pavia, Napoli, Milano, Padova, Roma

Di fronte alla necessità di adattare il percorso espositivo della mostra ‘La doppia elica del DNA 50 anni dopo’ a 4 situazioni spaziali molto diverse e ad ambienti storici caratterizzati dal punto di vista architettonico, abbiamo scelto di svincolare completamente il progetto dalle pareti esistenti, attraverso strutture modulari autoportanti.

Il percorso si sviluppa centralmente, come un filamento che si allunga o si attorciglia all’interno degli ambienti, assumendo conformazioni diverse (attraverso angoli di 30° e 60°), secondo lo spazio in cui si colloca (quadrato, stretto e lungo…). La sua caratteristica è la flessibilità e la capacità di adattamento al contesto.

Per sfruttare al massimo la superficie espositiva, le strutture saranno bifacciali; Il legame tra queste è costituito da un elemento continuo che le attraversa e le unifica, che a volte emerge per poi rientrare all’interno dei telai.

Per la grafica saranno utilizzati i colori complementari (giallo e viola), in relazione al fatto che il concetto di complementarietà ricorre nei principali processi riguardanti il DNA (meccanismo di replicazione, legami tra le basi azotate…).

L’allestimento comprenderà diversi livelli: Cronologia, testi di approfondimento, video e postazioni interattive, exhibit e immagini a colori relative ai testi di approfondimento, schemi grafici, disegni vari.

Alcuni exhibit di grandi dimensioni potranno essere collocati all’interno delle sale, al di fuori delle strutture espositive.

L’allestimento di tipo centrale permette, se necessario, di utilizzare lo spazio libero circostante, oltre che per la circolazione, anche per l’esposizione specifica riguardante la sede ospitante.