Casa Gilardon

L’edificio originario era composto, come le costruzioni caratteristiche d’Ampezzo, da un volume in pietra intonacata ad est composto dai vani abitativi, e da uno retrostante in muratura intonacata al piano terra, dove erano situate le stalle, la legnaia ed altri accessori, con la parte soprastante in legno adibita a fienile. L’ultimo piano, il terzo, esteso a tutta la superficie del fabbricato costituiva la soffitta. In origine l’edificio era composto da tre porzioni: nel gennaio del 1939, come si evince dagli atti tavolari, da queste porzioni sono stati staccati alcuni vani che sono andati a formare le nuove porzioni cinque e sei, senza modificarne la loro destinazione d’uso. Il progetto prevede la ristrutturazione del fabbricato p.ed 9201 distrutto a seguito di un’incendio nel 1939. L’edificio di progetto andrà a colmare il vuoto creatosi tra gli edifici esistenti al momento del crollo. Nel corso degli anni questo ‘vuoto’ è stato colmato dalla vegetazione e, di fatto, oggi si presenta come un ‘volume alberato’.

Le scelte progettuali, in termini di inserimento all’interno del contesto, evitano il carattere urbano sia da un punto di vista dimensionale che tipologico, rimandando all’idea di un fabbricato rurale privo di elementi aggettanti sulla copertura (camini e abbaini).La volontà progettuale è quella di prendere come riferimento
i vecchi tabià, edifici rurali della tradizione, e di realizzare un edificio in grado di instaurare un legame con il contesto edificato, attraverso l’uso di materiali naturali e della tradizione, e di integrarsi con la vegetazione e lo spazio aperto circostante, minimizzandone l’impatto visivo.

committente

anno - luogo
2020 - in corso, Cortina d'Ampezzo, Belluno