Corporea, In viaggio nel corpo umano

Progetto in corso

committente
Città della Scienza

anno - luogo
2016, Bagnoli, Napoli

superficie
1800 mq

project team
Luisa Tonetto
Cinzia Maconi (Grafica)

LO SPAZIO SCENOGRAFICO. UOMO MACCHINA PERFETTA
L’analogia tra l’uomo e la macchina esplorata quasi ossessivamente nel Rinascimento da Leonardo da Vinci mantiene ancor oggi un grande fascino formale ed estetico espresso in modo mirabile dagli stessi disegni di Leonardo, un’analogia particolarmente calzante per rappresentare il concetto olistico in base al quale il corpo è costituito da un insieme si sistemi che funzionano all’unisono. Ed è appunto un’immagine Leonardesca ad affiorare quasi inconsciamente nelle nostre menti quando cerchiamo di visualizzare il concetto di equilibrio dinamico ed armonia del corpo umano a cui fa riferimento il museo Corporea: l’universalmente noto Uomo Vitruviano, rappresentazione suprema dell’armonia delle proporzioni, e di tutto quell’universo di significati simbolici evocati dalle forme circolari che rimandano all’embrione, alla cellula e al mondo. Dalla matrice al design, attraverso la declinazione del cerchio, l’allestimento mira ad uno stile avvolgente, equilibrato e formalmente “classico” anche per evitare linguaggi che un domani possano apparire stilisticamente datati.

FUNZIONALITÀ E FLESSIBILITÀ L’organizzazione in isole raccolte, dove tutti gli exhibit sono a portata di visuale, consente ai gruppi di procedere con ordine e di gestire i tempi evitando le sovrapposizioni. Gli spazi tra gli exhibit sono tali da garantire i passaggi adeguati al flusso e alla sosta di gruppi da 25 persone. La disposizione degli exhibit ad isola è coerente con la scelta progettuale di evitare il contatto fisico con le strutture esistenti a cui fissare le scenografie dell’ allestimento ma sopratutto garantisce la flessibilità dei contenuti: se in futuro si vorranno modificare, integrare o sostituire degli exhibit lo si potrà fare senza interventi strutturali invasivi grazie anche alla pavimentazione sopraelevata.

IL RAPPORTO CON L’EDIFICIO Il tema del rapporto con l’edificio, contraddistingue tutti i progetti di allestimento museali ed è, nel caso di Corporea, particolarmente rilevante data l’articolazione multiforme dei volumi architettonici e la varietà dei materiali e dei colori che caratterizzano gli spazi del museo. Conservare e se possibile esaltare i rapporti visivi tra i piani è il punto centrale del nostro progetto di allestimento, rafforzare la percezione di unitarietà dello spazio contribuisce inoltre a creare quel fondamentale rapporto di relazione tra i piani espositivi, da qui la scelta progettuale di disporre la stilizzazione della “membrana connettiva” che collega tutte le sezioni, parallelamente ai soffitti accompagnandone l’andamento, la forma e l’inclinazione. L’effetto avvolgente che ne deriva, frutto del dialogo tra l’architettura e l’allestimento ci spinge ad andare oltre adattando le forme dei gusci alle geometrie dell’edificio, dalle quali scaturiscono profili sinuosi e variazioni prospettiche dinamiche che fanno eco all’architettura stessa. La forma circolare dei cielini pendinati richiama inoltre quella dell’attiguo planetario.

IDENTITÀ VISIVA Per realizzare un’identità visiva chiara e riconoscibile del museo e coerente con il concept del progetto allestitivo ci si è concentrati sullo studio e la ricerca di tre aspetti: carattere tipografico, colori e texture. Il carattere tipografico scelto è il “Bryant” una rivisitazione attuale dei font geometrici senza grazie. É di chiara leggibilità sia nelle piccole dimensione che nelle grandi, offre più pesi e stili che ne permettono un ampio uso per tutta l’immagine coordinata. Partendo da queste caratteristiche si è pensato di personalizzare il font con forme che ripropongono il concetto di interconnessione. I colori selezionati sono dieci e concorrono, in armonia con altrettante texture, alla riconoscibilità visiva di ciascuna macro installazione senza interferire con il processo logico uniforme dell’intera mostra. Questi tre elementi lavorano assieme per dare un’immagine coordinata forte e dalle loro varie declinazioni nasce il design grafico per tutte le interfacce del museo che ne risulta altamente intuitivo e di facile fruibilità. Le texture, da bidimensionali, assumono profondità quando rivestono le geodi dando la possibilità di avere un’ulteriore esperienza tattile-sensoriale; i motivi disegnati sono volutamente astratti affinchè la riconoscibilità tematica sia di tipo universale e non debba richiedere una predeterminata cultura da parte del fruitore per essere compresa.